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Percorso naturalisticoemail-buttonpdf-buttonprint-button

Torrente Gallizzi
Partendo da piazza Plebiscito si raggiunge, passando sotto la rupe di Gioiosa, la vallata del tor­rente Gallizzi, un luogo incantato dove la natu­ra selvaggia si alterna alle colture. Lungo questo percorso si incontrano mulini ad acqua, acquedotti, fontane e ruderi di case rura­li.

Colline di Cessare
Questo percorso segue l'antico asse viario che giungeva fino alla cittadina di Castelvetere (l'o­dierna Caulonia), per poi salire alle contrade Zomino e Santa Domenica fino ad arrivare alle colline di Cessare. Oltre a godere del vasto panorama che domina la costa, è possibile du­rante la passeggiata ammirare i resti di antichi insediamenti medievali e fontane artistiche, che pare risalgono al XVIII secolo, sulle cui pareti sono ancora visibili tracce di immagini sacre.

Bosco del Principe
Dalla strada per raggiungere Martone si passa per le zone Crini e Cardini fino ad arrivare in montagna, a 1200 metri sul livello del mare. È questa una zona boschiva (castagni, faggi e conlfere) chiamata del Principe perché un tempo luogo di caccia dei Carafa di Roccella.

Area Verde
Si trova in viale Stazione nel cuore del centro abitato. Lo spazio verde è arricchito dalla pre­senza di due fontane (quella centrale è zampil­lante) da cui sorga l'acqua di "Crini". Particolare anche il murales, raffigurante due "maddamme" con l'abito tipico, realizzato da C. Arrnocida.

Percorso culturaleemail-buttonpdf-buttonprint-button

La Villa romana del Naniglio
È una vasta area occupata da un complesso edi­lizio di età romana (I - V secolo d. C). Si iniziò a scavare regolarmente nel 1981 con una cam­pagna diretta da Alfonso de Franciscis. Dagli studi effettuati si è delineata l'idea di una villa urbano-rustica costruita su più terrazzi a diver­si livelli. A essa era probabilmente annesso un edificio termale.

Attualmente nell'area archeologica è visitabile una cisterna semipogeica detta "Naniglio", lunga 17,47 metri e larga 10,27 metri, che dove­va rappresentare la riserva d'acqua della villa. La cisterna si compone di tre navate con otto pilastri e copertura con volte a crociera. Nella parte anteriore c'è un vestibolo, fuori terra, divi­so in due vani, uno dei quali dotato di un'ele­gante edicola in laterizio. Si nota, poi, una scala a chiocciola di 24 gradini, coperta, sopraelevata sul tetto della struttura, che ha l'aspetto di una torretta in opus mixtum.

La pinacoteca
Nell'ala settentrionale è ospitata una piccola pinacoteca con tele databili dal XVII al XIX secolo e provenienti dalle chiese del cir­condario. Tra queste ci sono un dipinto attribui­to a Mattia Preti dal titolo "La regina Tomiride immerge la testa di Ciro in un otre di sangue" (olio su tela di cm 126 x 176, del XVII secolo, proveniente dalla chiesa matrice di San I Giovanni Battista) e una serie di ritratti dei vescovi di Gerace, del XVIII e XIX secolo, anche questi un tempo custoditi nella Matrice di Gioiosa. I vescovi nei dipinti sono: Idelfonso del Tufo (autore anonimo); Cesare Rossi (opera di Vincenzo Totino del 1809); Vincenzo Barisani (opera di Vincenzo Totino); Luigi Maria Perrone (opera di Vincenzo Luca); Pasquale Lucia (opera di Rocco Coluccio); Francesco Saverio Mangeruva (opera di Vincenzo Luca del 1885). Alcuni di questi ritratti sono stali realizzati dal vivo, altri sono elaborati di modelli precedenti. Si segnalano, inoltre, le tele della Madonna delle Grazie con San Francesco d'Assisi (anoni­mo del .'XVIII sec.), di San Francesco di Paola (opera di Luigi Velpi, 1-766), della Madonna Immacolata (opera di Luigi Velpi, 1769), della Madonna del Rosario con San Domenico (Giuseppe Adrizzoja, 1764).

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