| Percorso storico-religioso |
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Intitolata a San Giovanni Battista, la chiesa matrice di Gioiosa Ionica fu edificata nel XVI secolo. Originariamente di dimensioni modeste, nel corso del tempo fu sottoposta a ripetuti ampliamenti e restauri. L'attuale struttura risale al 1858, anno in cui venne aggiunta la quinta navata. La facciata principale è in cotto ed è arricchita da dieci colonne a mattoncini poste su due livelli. L'interno di gusto semplice è scandito da pilastri di forma quadrangolare. Dietro l'altare maggiore in marmo campeggia un grande crocifisso in legno scolpito a tutto tondo e dipinto al naturale. Presenti, nella prima navata destra, altri quattro altari marmorei dedicati a San Giovanni Battista, a Sant'Antonio Abate, a San Giuseppe e alla Madonna del Monte Carmelo sui quali sono poste le statue lignee dei santi. Degna di nota è anche la cappella della seconda navata a sinistra dove è visibile un cancello bronzeo finemente, lavorato. La chiesa custodisce tra gli altri oggetti d'arte sacra: il gruppo della Madonna Addolorata con in grembo il Figlio morto; la statua di San Vito scolpita da Rocco Murizzi; un ostensorio d'oro e argento donato dall'arciprete Pellicano e un'ampolla con il sangue di San Giovanni Battista.
Fu costruita nel XVII secolo la chiesa dedicata a San Rocco, patrono di Gioiosa Ionica per bolla pontificia del 28 marzo 1775. Rimaneggiata nel corso degli anni, si trova alla fine di via Belcastro vicino al palazzo Amaduri. La facciata è arricchita da quattro alte lesene scanalate con capitello e il portale d'ingresso è sormontato da una finestra con finta loggia balaustrata. Annessa la torre campanaria a base quadrata che si eleva su tre livelli e culmina con una cupola. L'interno, a una sola navata, è impreziosito da stucchi di colore bianco e oro. L'altare maggiore è in marmo a tarsie policrome. Sono presenti una statua lignea a figura intera, risalente al XVII secolo, di San Rocco da Montpellier e alcuni dipinti di San Rocco, di cui uno posto nell'abside. Nella cappella del santo si notano, inoltre, due tele moderne realizzate dai gioiosani Corrado e Francesco Armocida.
Di stile neoclassico, la chiesa dell'Addolorata, consacrata nel 1889, ha un'elegante facciata corredata da un ampio portale in tufo fiancheggiato da quattro colonne doriche. L'interno, a croce latina, ha una sola navata ed è abbellito da stucchi policromi realizzati da Francesco Gangemi di Seminara. La cupola del transetto è affrescata. L'altare maggiore è in marmo. Parti-colarmente prezioso l'organo monumentale a 22 registri e 1.400 canne realizzato dal Premiato stabilimento vescovile di organi "Gaetano Zanfretta" di Verona. Tra i beni presenti: una statua lignea della Madonna Addolorata (XIX secolo); l'ostensorio in oro e argento di Francesco Jerace da Polistena realizzato nel 1932 (pesa 13 chili e 400 grammi); il gruppo in legno della Pietà, risalente al 1862, dello scultore Giuseppe Cavaleri di Grotteria.
La struttura originaria risale a epoca neoclassica. Distrutta per due volte dai terremoti del 1783 e del 1908, si presenta oggi con una linea sobria. La facciata principale è scandita da lesene e sormontata da un timpano triangolare. Il portale d'ingresso è rettangolare. Sulle due fasce laterali ci sono quattro nicchie a vetro che custodiscono piccole statue di Gesù, della Madonna, di San Francesco e Sant'Antonio. La pianta è rettangolare. L'interno è a una sola navata culminante con un ricco altare maggiore. La chiesa custodisce, tra gli altri oggetti sacri, le statue di Santa Caterina d'Alessandria (dello scultore napoletano Giovanni Bonavita, 1727), dell'Ecce Homo e dell'Addolorata (opera del XIX secolo) e una raccolta di oli su tela di vari autori ed epoche. Chiesa di San Nicola Fu costruita nel XIX secolo sui ruderi della chiesa di Santa Maria delle Grazie andata distrutta durante il terremoto del 1783. A base circolare, ha un altare maggiore a tarsie policrome. Nel paliotto c'è lo stemma dei marchesi Ajossa. Questa chiesa da le spalle a piazza San Nicola. 11 portale d'ingresso, infatti, si apre su un piccolo vicolo, pare per volere dei marchesi Ajossa che, si dice, abitando di fronte, avevano così la possibilità di seguire le funzioni religiose affacciati comodamente dai propri balconi.
In pieno centro abitato sorge questa chiesa dalla struttura molto semplice. Vi si accede per mezzo di un alto portale ad arco sormontato da un piccolo rosone a vetri policromi. L'interno è a una sola navata. È stata aperta al culto nel 1932.
Oratorio di piccole dimensioni con caratteristica struttura a capanna. Vi si accede per mezzo di una scalinata. L'edificio sacro sorse per volere di Fabio Ajossa nel XVII secolo.
Dell'edificio sacro non rimangono che i ruderi. Sorge addossato al lato est dell'edificio Amaduri. Di piccole dimensioni, aveva funzioni di cappella privata della famiglia Condercuri vissuta a Gioiosa Ionica tra il XVI e il XVII secolo.
Di recente edificazione si trova in viale delle4-' Rimembranze. Ha una facciata a mattoncini rossi con portone d'ingresso in legno. L'aula liturgica è a pianta rettangolare.
Si trova vicino all'area archeologica. Di origine medievale, sembra sia stata costruita sui ruderi di un edificio della Villa romana del Naniglio. Ha una struttura molto semplice con annessa una torre campanaria, a base quadrata, che si eleva su tre livelli.
A base circolare, la chiesa dedicata a Santa Maria ha annessa una piccola torre campanaria sopraelevata. Il portale d'ingresso rettangolare è sovrastato da un timpano triangolare sorretto da due colonne. L'interno, molto sobrio, custodisce la statua della Madonna. L'edificio sacro di origini medievali è stato completamente rifatto negli anni '30 del Novecento.
II convento cinquecentesco fu soppresso da papa Innocenze X nel 1652. Nel XIX secolo fu adibito a cimitero comunale. Nel 1912 venne usato come carcere mandamentale. Attualmente è sede dell'Istituto Bruzio di studi antichi e altomedievali. |
















